MONOLYTO

Monolyto è una raccolta dedicata alla fotografia che nasce da ricerca, riflessione, ragionamento. Una fotografia che prende spunto da idee. Idee che si trasformano in parole e immagini che possano essere da spunto per nuove idee e nuovi intenti, così da poter generare un circolo virtuoso di creatività. Ogni numero di Monolyto ospiterà il lavoro progettuale di un autore o di un collettivo. Una pubblicazione monografica e monotematica destinata a fare parte di una collezione viva e ricca di spunti e proposte. 

Potete candidare il vostro lavoro per la pubblicazione su Monolyto inviando una proposta di progetto fotografico comprensiva di un curriculum artistico e dei vostri contatti (mail, sito web, social) a: monolytomagazine@gmail.com.

MONOLYTO N. 16
ERAS PERANI
MEMORY. I cassetti della memoria
Dicembre 2020

Disponibile a Dicembre 2020

Questo lavoro fa parte del progetto MemoryTime, nato dalla necessità di raccontare i miei “cassetti della memoria” dove troviamo sepolte, a volte in modo irraggiungibile, quelle memorie perse anche per “necessità”. Luoghi disusi, dove i segni, visibili e ancor più invisibili, di passaggi fanno pensare alle gioie, ai dolori, alle paure, vissute il più delle volte nella più totale solitudine. Memory, nello specifico, racconta queste sensazioni, cercate e trovate presso l’ex colonia del Monte Farno sul territorio di Gandino in provincia di Bergamo.

MONOLYTO N. 15
EMMA LOUISE PRIN
STÉNOPÉ. PER NON DIMENTICARSI SENZA DIRE NULLA
Novembre 2020

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“Sténopé” è un lavoro autobiografico che parte da soggetti intimi. Un lavoro solitario in cui il corpo dell’autrice è usato per scolpire ogni immagine. L'imperfezione dovuta alla tecnica quasi primitiva dà l'illusione di tutto. Nascono Immagini infestate da fantasmi, intrise di malinconia. Prima autrice straniera di Monolyto, Emma Louise Prin spesso mischia fotocamere stenopeiche con fotografie digitali. Si tratta di dettagli, un occhio, una bocca, una mano. Un elemento stranamente nitido che contrasta con lo sfocato e le imperfezioni del resto dell'immagine.

MONOLYTO N. 14
MARIACHIARA PERNISA
MARIA FUIT HIC. Autoritratti nella camera verde
Ottobre 2020

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"Maria fuit hic" riprende l’iscrizione in latino di Jan Van Eyck nel suo celebre "Ritratto dei coniugi Arnolfini. È difatti una raccolta di autoritratti ideati e messi in scena all’interno di una ipotetica camera verde di matrice truffautiana. Ventidue variazioni per immortalare estemporaneamente gli stati molteplici dell’essere: il sé che fu, è e non sarà mai.

MONOLYTO N. 13
GIANLUCA LOCATELLI
PROFILI. Animali in ombra
Settembre 2020

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Il bianco e il nero è da sempre il dualismo estremizzato che caratterizza le nostre vite, la luce e il buio, il giorno e la notte, l’affermazione e la negazione, il manifesto e il non manifestato, il bene e il male, la vita e la morte, gli antipodi che danno origine alle idee dell’artista. L’autore nel suo stile non presenta sfumature di alcun tipo, ma porta all’estremo la natura che lo circonda sottolineandone i profili e focalizzando l’attenzione dell’osservatore non sul dettaglio dell’opera ma sulla forma e sulle linee nette, creando un forte impatto visivo.

MONOLYTO N. 12
LEONARDO LUSSANA
EQUILIBRIO. Il senso della misura
Agosto 2020

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L'equilibrio è un motivo ricorrente nelle fotografie di Leonardo Lussana: è un mantra, una regola da seguire, un modo di essere. Tradotto su pellicola diventa una carrellata di soggetti caratterizzati da colori e forme contrastanti, che abitano spazi in cui il pieno e il vuoto si confrontano l’un l’altro “rispettandosi”. Perché è proprio questo il tratto fondamentale: assemblare la composizione impegnandosi a fare in modo che nulla ecceda o che almeno abbia una controparte cromatica, formale o di significato in grado di tenere testa. 

MONOLYTO N. 11
SARA PIOVANOTTO
PERCEPIBILI PRESENZE. Fusioni e trame di nature
Luglio 2020

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Davanti a quello non sei nulla, non hai nessun potere, eppure sei prezioso, di valore, anche tu ne sei elemento. Pensare di essere sostanza, anche se piccola, appena percepibile, di quell’intero, dona infinita soddisfazione. E così il bisogno di essere visto, distinguibile e diviso, lascia il posto al bisogno di sentirsi assolutamente integrato, confuso, mescolato con tutto l’intorno. La tua storia diventa un frammento di storia in una trama più grande, si fonde. Tu, natura nella natura.

MONOLYTO N. 10
SANDRO LASCO
GHOST TOWN. Viaggio tra i fantasmi della Route 66
Giugno 2020

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L’uomo lascia sempre una traccia della propria esistenza e del proprio passaggio e spesso si lascia dietro uno stato di abbandono. Qui, dove una volta c’erano vite, sogni e speranze, ora rimane solo il silenzio, il vento e la malinconia. Ghost Town è uno dei tanti paesi abbandonati sulla Route 66 che hanno vissuto tempi memorabili dove il futuro sembrava offrire ogni bene. Ma il tempo e i cambiamenti, che lo stesso uomo apporta, modificano il corso delle cose e allora il declino e poi l’abbandono si fanno avanti in maniera ineluttabile. 

MONOLYTO N. 9
IGNAZIO DI DIA
PAESAGGI URBANI MINIMALI. Geometrie, forme e colori nella periferia bolognese
Marzo 2020

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Questo progetto nasce da una visione personale dell’ambiente urbano. Queste immagini sono prive della presenza umana della quale si riesce a percepire solo il passaggio, mentre ad emergere sono dettagli, colori, linee e geometrie. L'approccio minimalista e di sottrazione ha generato foto semplici, che raccontano spazi di passaggio, luoghi marginali e apparentemente banali, dove gli elementi artificiali creati dall'uomo diventano i protagonisti di un improbabile quanto affascinante paesaggio contemporaneo.

MONOLYTO N. 8
SILVANO PERONI
TAX RECEIPTS. Project
Febbraio 2020

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Nemico-amico dei commercianti, lo scontrino fiscale ha una storia recente che risale al 1980. La carta termica utilizzata è soggetta a cancellazioni accidentali dello stampato a causa di fonti di calore. Questa carta è il supporto delle stampanti Polaroid Zink messe in commercio nel 2008. “Tax Receipts Project” nasce da queste considerazioni. Non solo fattori tecnici determinano la scelta di “Tax Receipts Project” ma la possibilità di raccontare storie. Quelle delle scialbe fotografie di ritratti di uomini, donne e bambini che contornano vecchie lapidi cadenti di inizio Novecento in contrapposizione a un prodotto che li precede di circa ottant’anni.

MONOLYTO N. 7
GINA CAVALLARO
ABSENTIA. Chi mi racconta come sono
Gennaio 2020

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Mi guardo allo specchio e non mi riconosco, mi chiedo quando sono arrivata in un corpo come questo, se è davvero stato mio un tempo, cosa ne sto facendo. Quando è diventato cosi. Mi chiedo quando mi sono persa e perché.  miei occhi seguono il profilo delle cose, spesso si fermano su un punto fisso, eppure niente di ciò viene riflesso nella mia mente, rimane bloccato al confine degli occhi. Vedo senza guardare, guardo senza osservare, osservo senza capire. Il mio mondo pieno di paure. Tutte le paure che ogni sera mi tormentano, tutti i pensieri peggiori che una donna possa concepire. E di domande senza risposta, quasi fossero retoriche.

MONOLYTO N. 6
ELIO BETELLI
DALMINE LA MIA CITTÀ. Grandi edifici storici
Dicembre 2019

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Un progetto fotografico realizzato in bianco e nero in rigorosa geometria ortogonale, quasi allegati a documenti architettonici. Il rigore formale di ripresa e la scelta di non inserire elementi di disturbo sono dettati dalla necessità di valorizzare la particolare bellezza di edifici e strutture che trasudano una recente storia. Immagini che hanno risvegliato in Elio Betelli, cittadino di Dalmine fin dalla nascita, ricordi e trascorsi di una vita. 



MONOLYTO N. 5
ANNA FROSIO
SOLITUDINI URBANE. Storie di ordinaria singolarità
Novembre 2019

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Le città moderne sempre in movimento, caotiche e affollate, riservano a volte isolati scorci di solitudine. Per un istante siamo isole, circondate da un mare di linee grafiche, per tuffarci presto di nuovo nel turbinio frenetico della vita che scorre fluida. Attimi nei quali pare che il frastuono cessi, in cui sentiamo solo il rumore dei nostri pensieri.

MONOLYTO N. 4
ALESSANDRO ANGELI
BUILDINGS. Linee, forme, cielo
Ottobre 2019

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Nascondono porzioni di cielo, a volte ce lo restituiscono riflesso, cambiano l’orizzonte ed il paesaggio intorno a noi. Tra lo spazio preso e quello lasciato c’è sempre un fragile equilibrio. Ma ci può essere una sintesi tra linee, forme e cielo, che sia anche armonia? Camminando nella zona di Porta Nuova a Milano con la macchina fotografica, ho cercato una possibile risposta.

MONOLYTO N. 3
FABRIZIO MAESTRONI
FARDELLI. Portatori di cose
Settembre 2019

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La figura in controluce si avvicina, i contorni sono poco definiti, l'andatura distorta. Un peso incurva la schiena dello sventurato, si fonde con l'uomo e ne diventa icona: il Fardello.
Quale segreto motivo si cela in quel trasporto, quale destinazione? L'incrocio è imminente, il volto del Portatore è quello della determinazione, del compito superiore.
E io scatto.

MONOLYTO N. 2
BATTISTA GIUPPONI
CENERE. Viaggio nel mondo dell'oblio
Agosto 2019

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Cenere è il racconto del mio viaggio in un mondo atemporale dove oggetti-frammento testimoniano l'abbandono di una vita che resta solo accennata e dove la metamorfosi dell'uomo in Cenere e l'Oblio sembrano prendere il sopravvento.

In questo mondo solo le statue paiono osservare, comprendere, soffrire ed accompagnare.

MONOLYTO N. 1
MIRKO LAMONACA
VIA FRATELLI KENNEDY. Uno spazio reale
Luglio 2019

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Non è necessario volare da un continente a un altro per trovare il mondo: è possibile trovare bellezza e poesia nel paesaggio che sta attorno a noi, il luogo in cui viviamo. Situata nel comune di Bagnatica, nei suoi 3,6 km di lunghezza via fratelli Kennedy attraversa campi, autostrada, zone residenziali e industriali. Ritratti nella loro assoluta e solo apparentemente banale identità. Non c’è mistero, né interpretazione. Ciò che si vede è, semplicemente, ciò che è. Ciò che ci appartiene si presenta a noi nella sua più onesta forma e condizione. 

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